Giornata Mondiale Dell’Ambiente, In Agricoltura Occorrono Nuovi Modelli Produttivi

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Nella lotta all’inquinamento, alla salvaguardia dell’ ambiente, siamo fortemente convinti che il settore agricolo può e deve essere protagonista.

Noi agricoltori siamo le sentinelle dei nostri campi, per primi interagiamo con essi, con la natura.

Mettere in atto comportamenti virtuosi, buone pratiche come l’ottimizzazione dell’uso del suolo, le rotazioni colturali, l’autosufficienza energetica, darà forza ad una innovazione comportamentale che timidamente sta emergendo in questi anni.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente viene messo in evidenza l’allarme sulla “plastica abbandonata”, fonte di inquinamento che mette in crisi ecosistemi e modifica gli habitat di migliaia di specie animali.

In agricoltura di materiali polimerici ne usiamo tanti; dagli utensili ai sostegni per le piante, dai contenitori per le sementi ai tubi per gli impianti d’irrigazione, dalle coperture per la pacciamatura alla coperture delle serre e tanto altro ancora.

Occorre, quindi, sensibilizzare e sforzarsi ad introdurre soluzioni si smaltimento eco-compatibili. Introdurre materiali bio-degradabili come, ad esempio, i nuovi nastri per la pacciamatura completamente vegetali.

In azienda abbiamo predisposto un luogo per il riciclo della plastica, viene pulita e stoccata; abbiamo un contratto di ritiro con una ditta specializzata.

Una goccia nell’oceano, vero, MA un sacchetto in meno in esso.

I modelli produttivi sino ad oggi perseguiti hanno mostrato i loro limiti. Occorre individuarne altri, alternativi. Dobbiamo essere consapevoli che le risorse naturali sono limitate.

Facciamo nostro lo slogan di quest’anno “Se Non Puoi Riutilizzarlo: Rifiutalo” consapevoli che è necessario sviluppare un ciclo virtuoso dei rifiuti e il riuso dei materiali.

Il Coraggio Della Lentezza

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Leggo con vivo interesse il libro Grani Antichi di Gabriele Bindi, un passo che condivido pienamente e  che parla di come è stata cancellata la lentezza, elemento sul quale sto tentando di costruire BioLu.
Ve ne faccio parte:
“L’alimentazione di oggi poggia su basi malferme. Il pane sulla tavola è diventato nostro nemico. È un paradosso, ma ciò che dovrebbe nutrirci è causa primaria di iperglicemia, obesità, ipertensione, infiammazioni, malattie, per non parlare dei problemi dell’inquinamento e di sfruttamento del lavoro. Dispiace dirlo, ma non si salva neppure la dieta mediterranea, per quantità e qualità di ciò che ogni giorno apparecchiamo sulle nostre tavole. Le sue fondamenta sono state danneggiate dalle cattive abitudini, e da una scarsa attenzione all’ origine alla produzione del cibo. I motivi di questo oblio o degradazione dei più saldi principi della tradizione sono da addebitare sicuramente a uno stile di vita consumistico, ma anche a una trasformazione profonda dei sistemi produttivi nei campi, a cui non è tanto facile sottrarsi, neppure per chi si muove agilmente tra gli scaffali degli alimenti biologici al supermercato. Se il pane che mangiamo non ci nutre, se la terra è più inquinata, se gli agricoltori abbandonano i campi è anche perchè abbiamo riposto troppa fiducia nel mercato. In quel grande supermarket globale che si ha sedotti e abbandonati. Non c’è bisogno di scomodare I testi sacri per capire di aver sposato un modello sbagliato di economia e di cultura. Il motivo è sotto l’occhio di tutti: abbiamo abbracciato la velocità, la produttività, l’espansione dimenticandoci di tutto il  resto. Abbiamo sovvertito I cicli naturali, che comprendevano le rotazioni delle colture, ma anche I tempi di lavorazione delle farine, la lievitazione del nostro pane, l’essiccazione della pasta.
Con un colpo di spugna abbiamo cancellato la lentezza.

Chi Sono Chi Siamo

BioLu Azienda Agricola

La nostra azienda agricola nasce sull’onda emotiva che esplode nella necessità di ritornare ad un’umanità legata ai valori, alla terra, alle tradizioni, ai genitori, ai nonni a chi ti ha donato amore incondizionato con le mani sporche di lavoro, di sacrificio, di buoni propositi, di regole rigide, di occhi profondi.

Dopo l’esperienza manageriale, il confronto con la società cinica ed intrisa di cattiveria, votata all’arrivismo ed al personalismo ho deciso di “tornare a casa” e ricongiungermi alla mia terra.

La vita mi ha premiato, mi ha legata a doppio nodo alla mia guida spirituale, al mio amore, mio marito, e donato Luisa, mia figlia.

Per lei BioLu

Lu come Luce

Lu come Luna

Lu come Luisa…

Lu come tutte le Luisa che hanno lavorato in questi stessi campi senza mai essere menzionate, senza mai veder riconosciuto il lavoro di coltivatrici, di donne, di madri, di custodi di saperi antichi.

Mi piace pensare che questa azienda abbia la forza prorompente e la luce accecante delle donne che nel silenzio hanno combattuto la battaglia della vita, sfidando il mondo e la società;  

e come loro camminare sempre a testa alta con il cuore pieno di gioia per i piccoli passi compiuti.

Nadia Savino